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NEWS
Quì dove il futuro ancora non è passato...
Il primo sito non ufficiale
al servizio degli studenti - contro la
classe baronale dirigente e contro la
rappresentanza studentesca servile -
fatto dagli studenti per gli studenti
Se vuoi collaborare alla realizzazione del nostro sito manda un articolo sull'università, verranno pubblicati SENZA CENSURA!
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Brunetta: "Gli studenti dell'Onda vanno trattati come guerriglieri"
(Roma 19 Marzo 2009)
Il ministro Renato Brunetta
ROMA
- Gli studenti dell'Onda sono dei "guerriglieri, e verranno trattati
come guerriglieri". Sono le parole del ministro nei confronti del
movimento della protesta studentesca, Renato Brunetta il quale ci
presagisce un futuro di dialogo e serenità. Quindi evito con piacere un
mio innopportuno commento, sperando almeno che ciò possa evitare
spedizioni punitive nei miei confronti.
Siamo un paese libero... dalle manifestazioni di protesta!
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Sicurezza nella Sapienza
Roma 27/05/2008
Rissa
nella città universitaria… un gruppetto di giovani comunisti malmena un
gruppo di neofascisti, i malcapitati si sono salvati grazie a mazze e
coltelli che avevano casualmente in tasca.
L'attacco è succeduto
dopo la censura per il convegno sulle Foibe, da un'iniziativa del
prorettore vicario Luigi Frati, che aveva revocato l'autorizzazione
concessa dal preside della facoltà di Lettere e Filosofia a una
conferenza sul tema, alla quale avrebbe partecipato Roberto Fiore,
segretario nazionale del movimento di destra Forza Nuova. Una ennesima
censura se si considera anche lo spiacevole episodio imposto da un
groppo di facinorosi al Papa, che da allora è costretto a vive nel
silenzio, esiliato nella città del vaticano.
Tutti noi conosciamo la
verità sulle foibe, l’esatto numero e il nome delle vittime italiane,
come possiamo trovarli nella larga bibliografia su questo tema:
<<Gianni
Bartoli, già sindaco democristiano di Trieste (noto come Gianni Lagrima
dato che nei suoi comizi si metteva regolarmente a piangere ricordando
le terre perdute d’Istria e Dalmazia), pubblicò nel 1961 il
“Martirologio delle genti adriatiche Le deportazioni nella Venezia
Giulia e Dalmazia”, libro che raccoglie 4.122 nomi di “scomparsi”
(dalle province di Trieste, Gorizia, Istria, Dalmazia...); questi nomi
sono accompagnati da note biografiche che, pur nella loro
incompletezza, possono servire, se lette con un minimo di fantasia e
senso critico, ad inquadrare la realtà dei fatti. Dei militari, ad
esempio, è spesso indicato il posto in cui risulterebbero dispersi
(dispersi in combattimento, si badi bene, quindi non “infoibati”); le
indicazioni riferite ai “civili”, invece, possono spesso essere d'aiuto
per ricostruire la storia della persona scomparsa, che da un’indagine
accurata può risultare completamente diversa da quella indicata da
Bartoli .
Un altro discorso merita l’”Albo d’oro” di Luigi Papo, il
quale riporta (salvo errori di computo nostri, visto che lui non
fornisce il totale), 20.712 nomi di morti tra Trieste, Gorizia, Istria,
Dalmazia e non meglio identificate “terre irredente” (“Fronte russo”,
“Fronte greco”, Corsica...), in un periodo storico che inizia con il
10.6.40, ed arriva fino a citare il generale Licio Giorgieri (ucciso
dalle B.R. il 28.3.87) ed il militare Millevoi Andrea (ucciso a
Mogadiscio l’1.7.93). [...] Tra questi oltre ventimila nomi troviamo:
tutti i caduti sui vari fronti della seconda guerra mondiale, i
deportati nei lager tedeschi, i partigiani [...], i morti sotto i
bombardamenti, nelle rappresaglie naziste, e le “vittime degli slavi”
[...] Nell’insieme il libro di Papo è un elenco di nomi e dati non
sempre completi. Quanto alle introduzioni ed alle note, più che della
solita becera propaganda nazional/fascista non si tratta. Giova forse
ricordare che durante la guerra Luigi Papo si è reso responsabile di
rastrellamenti in Istria; fu arrestato dai partigiani per i crimini di
guerra da lui commessi e deportato a Prestranek in Slovenia, da dove
però venne rilasciato. Importante elemento dei servizi d'informazione
della Milizia repubblichina, collaborò, dopo la fine della guerra con i
servizi alleati ed i neocostituiti servizi italiani, occupandosi,
indovinate un po', di documentazioni sulle foibe... Logicamente non
possiamo attenderci da lui informazione storica imparziale. Tuttavia,
pur con tutte le duplicazioni e le inesattezze presenti nei libri di
Bartoli e di Papo, essi sono di gran lunga più accurati degli elenchi
pubblicati nei libri di Pirina, che riportano anch’essi duplicazioni ed
inesattezze (senza, tra l’altro, avere la scusante che potrebbe avere
Bartoli e cioè che ai suoi tempi non esistevano i computer!), ed hanno
inoltre il grosso difetto di non riportare la minima nota esplicativa
ai nomi trascritti. Si tratta cioè di un mero elenco di nomi, a volte
solo di cognomi, talvolta con l’indicazione della qualifica e della
data di “scomparsa” (ma tali indicazioni, anche quando ci sono, spesso
- come vedremo - non corrispondono al vero); in ogni caso, Pirina non
chiarisce cosa possa essere successo a questi "scomparsi", limitandosi
a scrivere “D” per deportato, “S” per scomparso, “I” per infoibato...;
però non riporta alcun “R” (rimpatriato) se il “deportato” ha poi fatto
ritorno, come in molti casi è successo. Tutto ciò serve solo a lasciar
credere che tutti i deportati siano anche scomparsi facendo lievitare
le cifre dei morti. [...] Ma neanche Pirina è uno “studioso”
imparziale. Presidente del FUAN (l’organizzazione universitaria
neofascista) a Roma alla fine degli anni Sessanta, fu anche presidente
del “Fronte Delta”, gruppo di estrema destra operante all’università
“La Sapienza” di Roma. Per l’attività in questo gruppo fu incriminato
per il coinvolgimento nel golpe Borghese; arrestato nel luglio del 1975
fu rilasciato un mese dopo e poi prosciolto, come tutti quelli
coinvolti nel golpe. Alla fine degli anni Ottanta Pirina fonda a
Pordenone l’associazione “Silentes loquimur”, e, grazie anche a
finanziamenti pubblici, è riuscito a sfornare più o meno un libro
all’anno sui temi dei “crimini” compiuti dai partigiani, testi di
matrice tipicamente revisionista e comunque pieni di inesattezze e
falsi storici.>> (tratto da “Operazione foibe a Trieste” di
Claudia Cernigli 1997)
Come si può non sedere a tavolo a
discutere con persone che fanno del dialogo democratico il loro
principio fondamentale? Magari può essere anche occasione per degustare
il migliore olio di ricino….
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Maria Stella Gelmini : COSA CI ASPETTA?
ROMA –10 maggio 2008
Come
ad ogni cambio di governo ci sarà un'altra ennesima riforma. Da sempre
di fatto ogni governo ha puntato ha controllare l’istruzione sempre in
seguito a interventi sui sistemi di informazione (che ormai sono già
consolidati grazie anche alla tacita collaborazione del precedente
governo a favore del cavaliere).
Gli obiettivi del quarto governo
Berlusconi sono già preannunciati nella proposta di legge delega
depositata dall' allora deputata di Forza Italia Maria Stella Gelmini
l' 8 febbraio scorso.
I prossimi interventi punteranno su una
strategia meritocratica, i finanziamenti universitari verranno resi in
base alla valutazione dei risultati da parte di una commissione esterna
al mondo accademico. Questa commissione giudicherà appunto il “merito”,
logicamente il merito è oggettivo, e la commissione “esterna” cioè
scelta dal governo (imparziale quindi…) punterà quindi a scegliere chi
merita e chi no (si potrà quindi selezionare l’università più
opportuna). I soldi arriveranno in base a “meriti”, come la classe
docente che arriverà per chiamata diretta dei professori universitari.
Così si finirà di nascondere tutti quei finti concorsi, e la classe
baronale sarà finalmente in grado di scegliere un proprio parente
piuttosto che un altro, senza ricorrere a mezzi giudicati illeciti da
alcuni magistrati. Si privatizzeranno gli enti di ricerca. In base ad
un concetto centrale: agevolare la «diffusione e l' attuazione concreta
nella società italiana del principio del merito»!
La neoministro
nella sua pdl di febbraio prospetta una «progressiva abolizione degli
incarichi a tempo indeterminato dei docenti» che giustamente dovranno
sempre paventare prima di un rinnovo del contratto, e «l' istituzione
progressiva della chiamata nominale da parte delle facoltà. I fondi
pubblici, poi, dovrebbero essere ripartiti agli atenei «in misura
direttamente proporzionale ai risultati formativi qualitativi
certificati da organismi terzi». Per gli enti di ricerca la neoministro
è favorevole alla «privatizzazione di tutti gli istituti pubblici».
A
parte i saldi di fine stagione la neoministra Maria Stella Gelmini
nella sua proposta di legge prospetta anche esami preliminari
«obbligatori per l' accesso» anche «ove non sia previsto il numero
programmato».
Ci sarà infine la «rimodulazione delle tasse, con
rafforzamento delle borse di studio destinate agli studenti
meritevoli». La rivoluzione “meritocratica” porterà solo alla selezione
delle migliori specie di docenti, di studenti e di università come
giusto.
Studenti non tremate il futuro vi sorride! (o è un ghigno?)
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LA VERA LISTA NERA DELL’UNIVERSITA’
Roma
08/02/2008. Esplode il nuovo caso mediatico sull’università romana, la
notizia diffusa in rete di una "black list" di 162 professori ebrei,
accusati di "fare lobby" a favore dei "sionisti". Questa lista include
docenti che insegnano alla Sapienza e in altre università italiane.
L’impressione
è che forse si vuole togliere qualche “israelita” per far posto ad un
altro familiare: come si sa la vera lobby baronale cede il posto di
padre in figlio ma senza disdegnare le parentele trasversali. Docente
il padre, associato il primogenito, ricercatore il secondo e qualche
volta c´è spazio persino per la consorte. Come si sa la Sapienza (come
tutta l’università in generale) è una fucina di concentrazioni
familiari in ristretti ambiti pubblici di docenza.
Per fare solo
alcuni nomi, iniziando dall’´ex rettore della Sapienza Giuseppe
D´Ascenzo, professore ordinario alla Facoltà di Scienze Matematiche
Fisiche e Naturali, che ha un figlio, Fabrizio, che dal 3 gennaio 2005
è professore ordinario alla facoltà di Economia; per arrivare
all’attuale rettore della Sapienza, Renato Guarini, illustre professore
ordinario alla Facoltà di Scienze Statistiche, il quale ha due figlie
che lavorano a vario titolo nell´ateneo del padre ma non ricoprono però
nessuna cattedra: Maria Rosaria Guarini, professore incaricato alla
facoltà di Architettura B, a Valle Giulia, ha insegnato dal 2002 al
2004, come recita il sito della Sapienza che pubblica il suo curriculum
e il suo insegnamento, Economia finanziaria degli investimenti; Paola
Guarini un´altra figlia, lavora al Dipartimento di progettazione
architettonica, urbana, del paesaggio e degli interni presso la facoltà
di Architettura Ludovico Quaroni.
Qualche dubbio sulla legalità di tutte queste parentele viene lecitamente guardando le infinite denunce e inchieste.
Come
si sa la mancata visita di Papa Ratzinger alla Sapienza ha distolto
l'attenzione dallo scandalo che ha coinvolto l'ateneo. E'una strana
coincidenza che nei giorni successivi allo scandalo, il rettore Renato
Guarini abbia avuto la brillante idea di invitare il pontefice.
A
partire da ottobre scorso, la Guardia di Finanza ha esaminato atti e
acquisito la documentazione del parcheggio interrato che dovrà liberare
dalle auto la città degli studi. Sul registro degli indagati oltre al
"magnifico" ci sarebbe il professore di Estimo, Leonardo Di Paola,
presidente della Cpc, la Compagnia progettazione e costruzioni che sta
realizzando il parcheggio sotterraneo nella città universitaria,
un´opera da 8,8 milioni di euro. «Abuso d´ufficio» è il reato
ipotizzato per entrambi.
L’opera, partita nel marzo e costata 8,8
milioni di euro, è stata appaltata dal provveditorato per i Lavori
pubblici e poi affidata alla Compagnia progettazione e costruzioni
(Cpc) il cui presidente è l’architetto Leonardo di Paola, docente di
Estimo. L’amministratore delegato, già presidente dei giovani
costruttori Ance, è suo figlio Marco e peratro docente a contratto ad
Architettura. I finanzieri si sono anche fatti consegnare gli atti sul
concorso per l’area di Estimo, vinto dalla figlia maggiore dell’attuale
rettore Maria Rosaria Guarini.
La figlia del rettore è stata l’unica
candidata, alle prove scritte e orali si presenta solo lei e la
commissione, presieduta da Di paola, la sceglie come ricercatrice.
L’altra figlia Paola Guarini, dall’ottobre del 2006 insegna
architettura degli interni, anche il suo compagno, geologo, presta
servizio alla Sapienza.
Come si sa l’elezione di Renato
Guarini fu resa possibile soprattutto grazie ai voti del vicerettore e
preside di Medicina Luigi Frati, già noto alla magistratura per varie
inchieste per il deficit dell´Umberto I alla "parentopoli",
dall´elargizione di cattedre e primariati all´organizzazione del
consenso, anche attraverso favori e nepotismi, dalle equiparazioni
illegittime del personale universitario a quello ospedaliero in
vicinanza delle elezioni del rettore, all´inquadramento di Frati come
primario oncologo. «Tutto il sistema universitario del Policlincio è un
sistema di cattedre», spiega Longhi. «E il preside Frati si è vantato
per iscritto, nell´ultima sua elezione, di avere messo in cattedra 200
docenti all´Umberto I. Questo è veramente singolare per un preside che
gestisce una facoltà regolamentata dalle leggi dello Stato, che
prevedono concorsi pubblici per l´assegnazione di cattedre. Ho qualche
documento su come sono state assegnate cattedre anche ai familiari di
Frati».Assunzioni in esubero, con costi aggiuntivi. «Nel mio Piano di
ristrutturazione», ricorda Longhi, «avevo individuato un esubero di 700
dipendenti che percepivano stipendi per mansioni di assistenza, con un
maggiore costo per il Policlinico di 26 milioni di euro. Tra quei
dipendenti, 420, da impiegati sono diventati dirigenti amministrativi:
una promozione dell´università i cui costi, però, si scaricano sul
Policlinico. Per esempio, nell´ufficio di Frati ci sono 7 segretarie
scientifico-didattiche». Perciò la figlia Paola Frati è professore
associato, laureata in giurisprudenza ma assunta alla facoltà di
Medicina e Chirurgia II; Luciana Rita Angeletti in Frati, sua moglie,
non laureata in medicina, insegna storia della medicina, ed è quindi
professore ordinario, alla Facoltà di Medicina e Chirurgia 1, e inoltre
cura il museo della medicina. La signora Frati ha fatto una carriera
strepitosa, visto che ora è ordinario di Medicina sperimentale e
patologia. Un buon inizio anche per un altro rampollo, Giacomo Frati,
ricercatore di Medicina al Campus Biomedico di Roma.
Cambiando
facoltà, passando a Giurisprudenza troviamo il professore ordinario
Cesare Bianca, professore ordinario, e sua figlia, Mirzia Bianca, dal 3
gennaio 2005 professore straordinario alla Facoltà di Scienze
Statistiche, il cui preside fino a novembre scorso era l´attuale
rettore Renato Guarini. Come Silvio Messinetti, professore ordinario a
Medicina e Chirurgia, e sua figlia, Raffaella Messinetti, professore
straordinario a Scienze della Comunicazione.
Questi sono solo
alcuni nomi, ma credo sia impossibile creare una lista di tutti i nomi
degli "imparentati" nella Sapienza, anche se non è lecito considerare a
priori la loro illegittimità, tuttavia innumerevoli episodi inlegali
pongono evidenti sospetti sulla gestione “famigliare” dell'università.
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La “Sapienza” del pastore tedesco.
In questi giorni sono stato affascinato dall’abile tattica mediatica del pontefice.
<<L'annuncio
arriva nel tardo pomeriggio: il Papa, alla Sapienza, non andrà. Non è
per motivi di sicurezza ma per opportunità. Nessuna segnalazione di
minacce. L'annullamento - si apprende da fonti vaticane - sarebbe
dovuto a motivi di opportunità legati alle preannunciate contestazioni.
Un
comunicato stringato quello diffuso dalla sala stampa della Santa Sede:
"A seguito delle ben note vicende di questi giorni, si è ritenuto
opportuno soprassedere all'evento. Il Santo Padre invierà, tuttavia, il
previsto intervento". Un messaggio che ha preso tutti in contropiede a
partire dal direttore dell'Osservatore Romano che, sulla prima pagina
del suo giornale stampato appena un'ora prima della nota del Vaticano,
pubblica un fondo che contesta l'opposizione alla visita del Pontefice
ma non fa alcun cenno alla scelta di Ratzinger: "La giudicherei davvero
curiosa una voce che sostenesse il contrario”>> (tratto da “La
Repubblica,15 gennaio 2008 di BRUNO PERSANO)
Il comunicato arriva
come una bomba, il “povero” papa “censurato”(il suo discorso in realtà
è presente su tutti i giornali la mattina seguente).
Il “poveretto”
sa cosa significa essere censurati visto che era a capo dell’ex Sacra
Congregazione della Romana e Universale Inquisizione, rinominata in
Sacra Congregazione del Sant'Uffizio il 29 giugno 1908 da Papa Pio X.
L'elenco degli autori di scritti il cui nome è comparso nell' Index
librorum prohibitorum è quanto mai ampio e variegato e comprende, fra
gli altri, nomi della letteratura, della scienza e della filosofia come
Honoré de Balzac, Cartesio, Charles Darwin, Daniel Defoe, Denis
Diderot, Alexandre Dumas (padre) e Alexandre Dumas (figlio), Gustave
Flaubert, Victor Hugo, Immanuel Kant, Montaigne, Montesquieu, Blaise
Pascal, Pierre-Joseph Proudhon, George Sand, Stendhal, Voltaire, Émile
Zola.
Tra gli italiani finiti all'indice - scienziati, filosofi,
pensatori, scrittori - vi sono stati Pietro Aretino, Cesare Beccaria,
Giordano Bruno, Galileo Galilei, Benedetto Croce, Gabriele D'Annunzio,
Antonio Fogazzaro, Ugo Foscolo, Giovanni Gentile, Francesco
Guicciardini, Giacomo Leopardi, Ada Negri, Girolamo Savonarola, Luigi
Settembrini, Niccolò Tommaseo e Pietro Verri. Tra gli ultimi ad entrare
nella lista sono stati Simone de Beauvoir, André Gide, Jean-Paul Sartre
e Alberto Moravia.
Joseph Alois Ratzinger, divenuto nel 2005 papa
Benedetto XVI, fu capo dal 1981, di tale istituzione, e questo spiega
la sua posizione nei confronti della scienza:
In un passaggio,
Ratzinger scrisse che Feyereband aveva descritto la vicenda di Galilei
con queste parole: «Feyereband: «La Chiesa dell’epoca di Galileo si
attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in
considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina
galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e
solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la
revisione».(Credo si sia molto facile citare altri, senza prendersi ala
responsabilità del messaggio che si lancia, di solito in una citazione
all’interno del discorso può essere utilizzata per avallare la propria
posizione, o al contrario per dimostrare la propria opposizione, è
insensato riportare le varie dichiarazioni altrui, facendo una tesi
compilativa, senza esprimere la propria critica.)
L’opposizione
“naturale”, tra le posizioni del papa e quelle della ricerca
scientifica erano prevedibili in anticipo. La posizione del papa
implica la difesa del dogma:“…la difesa del dogma non è ossificata
resistenza di un passato che non ritorna, ma la ricostruzione ad ogni
costo di una sacralità (il unico Dio) che impone, attraverso il suo
braccio secolare infallibile (la Chiesa) dogmi e morale in modo che si
globalizza secondo uno schema potente ma superficiale dell’edonismo
individuale.”(tratto da “Il Pastore Tedesco di Angelo Quattrocchi,
editore Malatempora giugno 2005)
La continua crociata contro il
relativismo , che come dice Ratzinger in Fede, Verità Tolleranza,
“che si crede in possesso della definitiva conoscenza della ragione, ed
in diritto di considerare tutto il resto soltanto come uno stadio
dell’umanità in fondo superato che può essere adeguatamente
relativizzato” l’uomo moderno sta perdendo la capacità di credere nella
verità rivelata e nei dogmi del cattolicesimo, perdendo l’unica Verità.
Ma è il relativismo che ci permette l’emancipazione della conoscenza,
la libertà di pensiero, e di conseguenza alla tolleranza e il
rispetto degli altri. La verità assoluta come si sa è una
pericolosissima arma di sterminio di massa.
Era inevitabile una
contrapposizione tra le parti quindi, e come si sta delineando sempre
di più in questo periodo, il Vaticano cerca sempre di più il contrasto,
per sfruttarlo a proprio vantaggio. In questo modo il papa, che non ha
di certo il bisogno di andare nell’università per essere ascoltato,
catalizza l’attenzione mediatica su di se, per la stampa diventa
“vittima” di una “censura” in un paese democratico, e conquista la
solidarietà dei politici e di tutto il paese. Il suo messaggio,
stranamente moderato, viene letto da tutti e porta la domenica
successiva più gente a San Pietro.
Vorrei qui fare un chiarimento di
un termine “laicismo” usato a sproposito da giornalisti, politici e
clericali (che per definizione non sono laici) . Il laicismo
(considerato da alcuni sinonimo di laicità) è la dottrina
socio-politica che teorizza e propugna la totale separazione tra stato
e chiesa, ovvero l'assenza di interferenze religiose dirette
nell'ambito legislativo, esecutivo e giudiziario di uno stato. In
parole povere qualsiasi religione (compresa quella cattolica credo…)
non può minimamente interferire con la vita politica dello stato.
Gli
studenti ed i professori che hanno contestato il papa, a loro malgrado
si sono trasformati in attori di un copione già scritto. Mi domando
dove porterà questa politica dello scontro tra credenti e atei, o tra
le diverse religioni del pontefice, di sicuro porterà ad allargare ed a
consolidare la parte dei credenti cattolici, ma ha certamente portato
alla messa in discussione del principio della laicita dello stato
Italiano, e di conseguenza della tolleranza.
(letta pervenuta senza firma, semplicemente citata alla quale noi non ci associamo, come Ratzinger insegna)
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Scandaloso: 240.000 euro per licenziare la minerva della Sapienza
Cambia
il simbolo e il nome dell’Università: sparisce la dea dell’età
classica.Il logo è stato studiato dalla società di un professore
dell'ex "Università degli studi della sapienza". La gara di appalto per
il nuovo logo è partita con un importo a base d’asta di ben 200.000
euro, che grava sulle casse universitarie.Il nuovo logo raffigura un
angelo a sei ali -un serafino- e non un cherubino, che ha quattro ali.
“La
Sapienza ha adottato un nuovo sistema d’identità visiva, interpretando
in chiave contemporanea l’icona storica del cherubino, simbolo della
pienezza del sapere. Il nuovo sistema, finalizzato a far coincidere la
missione e i valori dell’Ateneo con la sua rappresentazione esterna,
sarà introdotto gradualmente a partire da novembre 2006”. Gli studenti
sono stati estremamente felici di lasciare la Minerva, dea della
Sapienza, in cambio dell’arrivo di un cherubino (o angelo) per ben
oltre 200 000 euro!!!
“Il nuovo look si accompagnerà al nuovo
nome, Sapienza università di Roma” - annunciò in quell’occasione il
rettore Renato Guarino - “a sintetizzare la volontà dell’ateneo di
disegnare il proprio futuro radicandosi nella tradizione”.
Il
nuovo logo, è stato realizzato da Inarea, la società di comunicazione
che la scorsa estate si è aggiudicata l’appalto per la realizzazione
dell’intero progetto di nuova identità visiva, di durata triennale,
costato alla Sapienza 186 mila euro. “Spesa che - sottolinea il bando
pubblicato ad aprile sul sito - graverà sul bilancio universitario”. La
stessa azienda di comunicazione è nota per avere realizzato celebri
marchi, da quello della Rai (la geniale farfallina..) al logo del
Campidoglio (casualmente identico alla nuova veste grafica della prima
università romana). Lavoro, indubbiamente indispensabile per
l'esistenza stessa dell'università, che sarebbe stato assurdo
realizzare da qualsiasi studente dotato di un computer, di un
programmino di grafica e magari di 10-15 minuti di tempo libero, per
non parlare del cambio nome...
Tutto questo studio, che ha avuto
bisogno delle più alte conoscenze del settore, analisi di mercato e
approfonditi studi, ha naturalmente avuto un costo. Alle domande
precise sul costo dell’operazione, Musto D’Amore ha infatti risposto
parlando di un costo che variava tra gli 80 e i 90 mila euro. Va detto
che il direttore amministrativo in qualsiasi società, privata o
pubblica, è tenuto a conoscere e a dar conto delle spese effettuate.
Quindi già l’evasività e la scarsa precisione dovrebbe destare scalpore.
Tale
scalpore diventa scandalo quando poi si legge l’avviso di
aggiudicazione della gara d’appalto in cui si chiaramente che l’importo
complessivo è di 200.000 euro + IVA. In pratica quindi il nuovo look de
La Sapienza è costato 240.000 euro.
Costato caro il nuovo motto
della Sapienza: "il futuro è passato da qui", che ha fatto aumentare
debiti e spese assurde, sprechi pagati sulle tasse degli studenti che
quasi sempre ricevono un servizio scadente!
Conclusione:
Se il futuro è passato dalle parti della Sapienza, di sicuro ha cambiato strada!!
Aridatece il logo, ma soprattutto aridatece i sordi!
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Parentopoli, indagato il rettore della Sapienza
I legali: «Non abbiamo ricevuto avvisi di garanzia»
Tratto da "Il Messaggero.it"
L'università La Sapienza
ROMA
(7 gennaio) - Rischia di allargarsi a macchia d'olio, con nuove
iscrizioni nel registro degli indagati, l'inchiesta sulla cosiddetta
"parentopoli" all'università La Sapienza di Roma. Per la vicenda
dell'assegnazione di tre incarichi di ricercatore alle due figlie e ad
uno dei generi del rettore, Renato Guarini, sarebbero già indagati per
abuso d'ufficio lo stesso massimo responsabile dell'ateneo romano e
Leonardo Di Paola, presidente della Cpc, società di costruzioni alla
quale è affidata la realizzazione di un parcheggio sotterraneo alla
città universitaria.
Quest'ultimo, docente di Estimo ad
Architettura, era componente della commissione accademica che, tramite
concorso pubblico, ha assegnato gli incarichi di ricercatori a Maria
Rosaria e Paola Guarini, figlie del Rettore, nonché a Luigi Stedile,
marito di Paola. Il sospetto degli inquirenti (il procuratore aggiunto
Maria Cordova e il sostituto Angelantonio Racanelli) è che dietro
quelle assegnazioni ci possa essere un giro di favori collegato
all'affidamento di appalti alla Cpc per la realizzazione di lavori
all'università. Se questa ipotesi trovasse riscontro, potrebbe
configurarsi anche la corruzione.
A breve potrebbero dunque
finire sotto inchiesta non solo le figlie e il genero di Guarini, ma
anche gli altri componenti della commissione accademica Prossimamente
il rettore della Sapienza e Di Paola dovrebbero essere convocati in
procura per essere interrogati. L'inchiesta della magistratura, i cui
sviluppi sono al centro di un servizio pubblicato oggi da "Repubblica",
riguarda anche la regolarità degli appalti banditi nell'ateneo. Nel
mirino degli inquirenti, ci sarebbero gli incarichi di progettazione
che sarebbero stati conferiti ai singoli dipartimenti. Al setaccio
della Guardia di Finanza, incaricata di svolgere gli accertamenti, ci
sono anche i bilanci dell'università a partire dal 2000.
tratto dal sito:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=16499&sez=HOME_ROMA